Telecoms Package: le nuove norme per internet e telefonia

A pagare sono sempre e soltanto i consumatori e gli utenti finali! Parte domani il Telecoms Package, un pacchetto di diritti garantiti per gli utenti dei servizi web e di telefonia. Sembrerebbe così che da domani gli utenti potranno finalmente far pagare i fornitori dei servizi per il loro mancato rispetto del contratto. Invece non è così. L’unica cosa che possono fare gli utenti, nel caso i servizi prestati non corrispondono ai minimi valori scritti sul contratto, è recedere dal contratto in qualsiasi momento, senza pagare penali. Ma veniamo ai particolari.
Secondo il Telecoms Package potremo cambiare operatore con portabilità del numero, fisso e mobile, in un solo giorno (adesso sono tre per il cellulare e cinque per il fisso). La normativa chiede maggiore trasparenza sulle offerte internet: gli operatori devono indicare i livelli di qualità minimi e rimborsi o compensazioni in caso di inadempimento. Devono anche informare l’utente se applicano tecniche di gestione traffico, con cui rallentano per esempio il traffico peer-to-peer, VoIP e quello degli utenti che scaricano troppi dati cosa che fanno al momento tutti gli operatori nazionali. Al momento, per provare che il fornitore non rispetta il contratto c’è solo il test voluto dalla Agcom col software Nemesys che dura 24 ore e obbliga l’utente a registrarsi sul sito.
Poi c’è la politica di mezzo: per adesso, solo due nazioni europee, Danimarca ed Estonia, hanno recepito il Telecoms Package ed entro una settimana saranno altri 9 paesi ad entrare nel progetto. Per l’Italia i tempi si allungano, nonostante la Commissione europea abbia promesso sanzioni, e si pensa che il Telecoms Package possa essere approvato per la fine dell’estate. Alla fine però resta solo il fatto reale che un utente potrà recedere da un contratto, in qualsiasi momento, senza pagare penali e questo è troppo poco per una legge che dovrebbe far aumentare i diritti per utenti e consumatori.

