Immaginatevi Steve Jobs presidente degli Stati Uniti

Ho avuto la fortuna di leggere un bellissimo articolo a nome di Francis Pedraza su O’Reilly Radar e penso sia opportuno proporvi una sintesi tradotta nella nostra lingua.
“È tempo per un nuovo contratto sociale.
Riuscite a ricordare l’ultima volta che il vostro Governo vi abbia reso felici? Sicuramente, no!
Riuscite a ricordare l’ultima volta che il vostro Governo vi abbia reso adirati o tristi? Oh, certo, all’ultima busta paga.
Dove vanno tutti i soldi? È possibile che non si veda mai il ritorno di un investimento?
Ogni giorno, centinaia di milioni di utenti usano Google. Abbiamo mai riflettuto su questo? Un immenso volume di informazioni digitali, organizzate e rese accessibili a tutti universalmente, attraverso una semplice barra di ricerca. Contando le parole sulla Homepage di Google non si arriva a 30 e tuttavia ci apre un mondo intero di conoscenze, amici, mappe, video, news, mail, immagini, libri, musica ed altro ancora. Ed è gratis. Due studenti di Stanford sono riusciti a creare qualcosa di così utile in soli 13 anni, come mai la nostra nazione non riesce a mettere ordine in casa propria? Per rendersi conto della diversità basta andare sul sito usa.gov o ancora peggio su ny.gov. Eppure andando in metropolitana sono sbalordito dal fatto che ognuno usa un dispositivo iTech, ricchi e poveri, giovani e vecchi che dimostrano che la nostra cultura ha imparato una nuova lingua. Come possiamo attingere a queste lezioni di esperienza quotidiana con internet e di tecnologia dei consumatori per cambiare la pubblica amministrazione?
Immaginiamo Steve Jobs come Presidente degli Stati Uniti.
Tre cose sarebbero subito cambiate:
1. Tutta l’attenzione sarebbe rivolta all’esperienza dell’utente cittadino.
I cittadini sono utenti e il Governo eroga servizi.
Indovinate un po? Dalla seconda guerra mondiale, il quadro di base della nostra burocrazia non è cambiata, appena cresciuti su fondamenta marce. Ora è un groviglio, goffo, e barcollante su una massa di erbacce. Il Presidente Jobs può ripristinare un senso di scopo riorientando il tutto intorno alle persone. Un Governo centrato sulle esigenze umane rilascerebbe solo quei servizi che le persone sarebbero dannatamente felici di usare e di amare.
2. Meno è meglio
Il Presidente Jobs sarebbe bravo a dire “no”. La più grande priorità è quella di ripristinare le priorità, poiché il Governo cerca di fare troppo in poco tempo. Focalizzando invece l’attenzione del Governo su una sola grande opportunità alla volta, scopriremmo che il Governo diventerebbe competitivo. Ci sono solo poche cose che il settore privato non possa fare meglio del pubblico e sono quelle legate ai soldi delle tasse che dovrebbero andare proprio verso tutti. Semplice è meglio.
3. Design per un’innovazione sostenibile
La società cambia in modo dinamico, quindi che cosa succede con il governo statico? Essa risponde così lentamente, anche in periodo di crisi, per cui deve assolutamente cambiare. I Designer spendono un sacco di tempo per perfezionare il processo di innovazione. E questa è un’arte e ci vogliono i leader giusti per far sì che le persone possano abbracciare la cultura creativa. Ecco perché Apple, Google e Facebook hanno avuto così tanto successo: hanno costruito piattaforme per il resto del mondo in modo che ci giocassero su.
Pensiamo al Governo, per esempio, cosa succederebbe se l’IRS organizzasse un concorso basato su questa domanda: Come possiamo semplificare il Codice delle Tasse in modo da trasformare le 44 mila pagine in 10 o meno? E lasciate che la gente voti in un mini-sito. Le opere vincitrici sarebbero votate al Congresso e il vincitore avrebbe incontrato il Presidente e forse un giorno avremmo potuto offrire la scelta tra il vecchio sistema fiscale o il nuovo design. Con Jobs presidente ci sarebbe subito una protesta bipartisan: i deputati che perdono i progetti personali; i lobbisti che perdono i loro affari. Nessun problema però, perché un grande comunicatore sa come conquistare la folla e vendere una visione. Lo Stato di Indirizzo della Nazione sarebbe sostituito da un trimestrale Keynote e il Presidente Jobs non si presenterebbe mai a mani vuote. Ha sempre svelato infatti un’innovazione fondamentale o ha annunciato importanti novità, senza dimenticare la sorpresa finale di One More Thing.
Usando la tecnologia come un quadro di riferimento, si può vedere che c’è una quantità impressionante di potenziale per noi di trasformare la pubblica amministrazione. Il design infatti trascende le linee di partito, i vecchi dogmi e i gruppi di interesse radicati. Ed io sono ottimista, dato che il nostro panorama politico è maturo ed è già guidato da un personaggio nuovo che sa parlare una nuova lingua e le stesse forze che hanno toccato le nostre vite attraverso i mercati di consumo e Internet saranno capaci di darci un governo 2.0. È il momento di un nuovo contratto sociale. Richiediamolo!

